L’auto perfetta non esiste. Parola di Alfa Romeo

Alfa Romeo Brera

“Raramente la complessa combinazione di volumi che costituisce il corpo di un’automobile è stata espressa con linee così nette, essenziali e armoniose: il risultato è una delle automobili più belle ed affascinanti che siano state mai realizzate”. E’ con questa motivazione scritta che la giuria assegna all’ Alfa Romeo Brera il premio Compasso D’oro 2004. Negli anni successivi alla commercializzazione la coupè sportiva 2+2 firmata Pininfarina incassa ben 10 premi sul design, una linea pulita che esprime appieno uno stile inconfondibilmente italiano. La Brera, però, come tutte le belle “ragazze” ha anche dei difetti, forse meglio dire un caratteraccio. Condivide innanzitutto il pianale premium utilizzato dalla 159, quindi non appositamente studiato per nascere coupè, una piattaforma che, nonostante tutto, riesce a donare alla Brera una tenuta di strada ben sopra la media. La meccanica è comunque di gran livello, lo schema sospensivo è formato da quadrilateri deformabili sull’anteriore e Multi link a quattro bracci per il posteriore. L’impianto di scarico suddiviso in due silenziatori sinistra/destra con due uscite ciascuno, restituisce un sound molto cupo e corposo (motori 2.2 e 3.2 JTS) che ben si sposa con la linea sportiva della vettura. Ciliegina sulla torta un meraviglioso quanto pesante tetto fisso in vetro, soprannominato sky window. Parlando di difetti questa Brera purtroppo ne presenta alcuni, di entità piuttosto seria. I motori hanno un lieve accento americano, l’Alfa romeo, per via di una partnership con General Motors equipaggiava la coupè sportiva, prodotta dal 2005 al 2011, con motori Holden prodotti in Australia, una scelta non proprio azzeccata, soprattutto tenendo conto dell’animo purista degli appassionati della casa del biscione. L’Alfa Romeo però, nel 2008 concede una seconda chance ai propri appassionati, grazie a un restyling profondo, introduce finalmente motore tutto italiano, il 1750 da 200 cv (lo stesso montato sulla 4C) con l’unica differenza del basamento in ghisa (un po’ più pesante). La Brera è stata amata per una linea mozzafiato che anche oggi non passa inosservata, e odiata, per un comportamento su strada poco sportiveggiante. Solitamente si dice che “il tempo premia chi sa aspettare “non a caso il mercato più recente ha premiato la Brera. In questi ultimi 2 anni, infatti, la Brera, in particolare la versione 1750 TBI, ha visto il proprio valore aumentare consistentemente. La 2+2 del Biscione fortunatamente sta vivendo un periodo d’oro, un periodo totalmente meritato. Una vettura per veri intenditori, una vettura piena di contraddizioni, per certi versi anche sbagliata. Forse l’ultima vera Alfa Romeo moderna ad avere un’ANIMA . Invia e Ricevi SMS con il tuo PC Attiva Gratis e Senza Impegno!

Prodotti Tipici del Sud

Alfa Romeo 4C

Un marchio che tra gli appassionati spopola facendo battere forte tanti cuori, sicuramente Alfa Romeo riesce a racchiudere una firma nobile che unisce genio, sregolatezza e distrazioni, infatti nella storia ha conosciuto alti e bassi, e tutt’ora in certi modelli convivono scelte tecniche senza compromessi travolti da sbavature e imperfezioni, però sono spesso queste le cose che ci fanno vedere il genio, l’artista che si cela dietro ogni modello e la 4C non fa eccezione.

L’alfa Romeo 4C è una coupé sportiva, nata nel 2013 che fin dalla messa in produzione è stata in grado di far discutere, e anche tanto, appassionati e giornalisti. Presentata al salone dell’auto di Ginevra, caratterizzata da linee sinuose, sguarda accattivante e coda muscolosa, viene presentata come una sportiva senza filtri e senza compromessi, un concetto chiaro che balza all’occhio già dalla scheda tecnica infatti il peso è contenutissimo: 895KG, fa da subire capire l’utilizzo di Carbonio a profusione su tutta la carrozzeria, nelle scocche, negli interni e specialmente in quest’ultima parte viene lasciato al vivo senza alcuna copertura o vernice. L’assenza di filtri la capiamo anche dallo sterzo direttissimo, qui si hanno senza intermediari le mani sull’asfalto e ci permette di cogliere ogni sfumatura, ogni pietra e la ruvidità del fondo, risultato ottenuto soprattutto grazie all’esclusione del servosterzo. La trazione ovviamente è posteriore e il motore è un da 1742 cc ed eroga 240 CV di potenza, apparentemente pochi ma distribuiti sui circa mille chili della vettura in peso di marcia la porta ad avere il rapporto peso potenza di un go-kart. Amata dai puristi della guida ma aspramente criticata da giornalisti e alcuni appassionati, soprattutto per la qualità di certe rifiniture negli interni, di alcuni accoppiamenti e per le bocchette del climatizzatore, inoltre alcune superfici nella plancia sicuramente non sono al livello progettuale e concettuale della macchina. Qualche miglioria con i vari aggiornamenti è stata apportata ma in tal senso esistono dei limiti che è importante sottolineare. Nonostante queste sbavature la guida della macchina regala emozioni uniche, un’impostazione finalizzata non al comfort (anzi la durezza dell’assetto la rende a lungo andare scomoda) ma piuttosto alle emozioni e sensazioni. Viene commercializzata in due versione: con tetto rigido oppure spider, con un prezzo di partenza che si aggira a poco più di 60 mila euro. Una Macchina che potrebbe assumere valutazioni importanti oltre che per il concetto di macchina che rappresenta anche a causa della sua rarità, negli anni non ne sono state vendute molte, questo in genere implica grandi richieste dagli appassionati.

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Anche la 4C è carica di simbologia, è una macchina diretta e aspra, con qualche sbavatura e difetto ma mai verso le sensazioni o le emozioni, una macchina senza filtri, prendere o lasciare.

Vincenzo Sorrentino e Alberto Salvati

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